DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO – Parte 3

Rieccoci qui per la terza parte, la penultima! Finiamo con i tecnicismi e passiamo ai fatti… Ho preso in esame assieme a voi le varie tesi sul dimagrimento localizzato, distinguendolo dalla Spot Reduction, anche se molte volte vengono generalizzati con lo stesso nome. Dato che, se avete letto gli articoli precedenti, avete capito che il dimagrimento in una determinata zona non è una scienza tangibile, esaminiamo perché la Spot Reduction, intesa come strategia e non come generalizzazione del dimagrimento a zona, al contrario è una realtà su determinati soggetti.

spot-reduction-is-a-mythNon possiamo parlare di Spot Reduction in un neofita, come abbiamo già capito, che non ha un buon condizionamento alla fatica ed un’ottima base su cui lavorare a livello anche qualitativo del movimento (inteso come tecnicità nell’esecuzione degli esercizi), perché ora non stiamo parlando di un soggetto “X” preso a caso, come fanno credere i “venditori di speranze”. Parliamo di un atleta annoverato, che ha abbassato la sua massa grassa ad una buona e bassa percentuale. L’aumento del lavoro fisico, ora, particolarmente di tipo metabolico su di un particolare distretto muscolare, porta ad una maggiore capillarizzazione del suddetto distretto, e ad una maggiore densità mitocondriale; entrambi sono fattori che favoriscono la lipolisi, ovvero la perdita mediante ossidazione degli acidi grassi liberati, migliorando l’efficenza dei tessuti e trasportandovi, quindi, una maggiore quantità di ormoni brucia grassi come le catecolamine e l’HGH più facilmente. Di quest’ultima e lunghissima frase solo i tecnici nel mio settore ci avranno capito qualcosa, quindi bando ai termini tecnici e riassumiamo in parole più facili: chi si allena costantemente e con criterio, alla fine, può concentrare il lavoro in un unico punto migliorando il flusso ed il drenaggio dei liquidi e bruciando i grassi in quella zona tonificando! Ci voleva tanto? Sì, perché questo argomento è il più discusso, frainteso e voluto soprattutto dalle donne! Meglio essere chiari, quindi.

la vascologenesi, il processo fisiologico che crea nuovi vasi sanguinei come adattamento 498126381.jpge stimolata dall’ipossia (danno ai tessuti), è stimolata dalle richieste metaboliche per le riparazioni e per far si che lo stesso tessuto non si rompa più con la stessa facilità. Maggiore sarà il tempo per cui manca l’ossigeno in quel determinato distretto e maggiore sarà il rilascio di fattori di crescita angiogenetici, ovvero di sviluppo muscolare. Maggiore sarà la frequenza di uno stimolo su di un determinato punto e maggiori saranno le richieste dell’organismo di aumentare i processi metabolici per quel determinato distretto, stimolando la crescita di nuovi tessuti e vasi sangunei (vascologenesi). Il danno muscolare subito in un allenamento particolarmente denso, quindi, genera la necessità sul lungo periodo di genesi di nuovi capillari, di un muscolo di qualità migliore per densità (tonicità), volume e spessore, quindi di bruciare i grassi come una centrale termonucleare! Quindi questo è il metodo per dimagrire in un solo punto? No! Questo è semplicemente il metodo per allenarsi con criterio, in maniera totale ed omogenea, dimagrendo e rimanendo magri in seguito. In principio dobbiamo portare il cuore ad una migliore capacità per poter pompare più sangue e quindi anche più nutrimento ai muscoli, poi si aggiunge un lavoro metabolico, ed in fine uno muscolare. Solo poi, solo in seguito a questo percorso si può localizzare l’allenamento concentrandosi in una sola zona più che nelle altre, senza trascurare il resto del corpo.

La chiave di volta sta proprio qui, nel lungo periodo! Occorre creare la condizione di base se si parla di grasso ostinato, cioè una buona struttura che bruci i grassi anche a riposo richiedendo maggiori processi metabolici, una migliore condizione muscolare di base generale, e solo poi ci si può concentrare su di un’intensificazione degli sforzi localizzata, dato che il dimagrimento localizzato non esiste, e la Spot Reduction, intesa come tale neppure.  Esiste solo una cosa, ovvero creare un piano di lavoro di bassa massa grassa generale con poi un miglioramento del volume dell’allenamento tramite l’intensificazione del lavoro locale. Il tutto in supporto ad un programma già completo per migliorare la gestione dei liquidi. Se il vostro preparatore atletico, quindi, come me intende la Spot Reduction come una strategia di passaggio fra una pianificazione di base e l’inizio di un’altra specifica, allora potrà localizzare il vostro dimagrimento sull’unica zona che manca da “assottigliare”!

Young woman doing a sit ups

In una situazione di bassa percentuale di massa grassa complessiva, e solo in quel caso, si può ottenere un miglioramento mediante la localizzazione del focus. Tale principio, care donne, si presta bene al dimagrimento localizzato in zone come cosce e glutei, perché si parla di una muscolatura abbastanza grande come distretto su cui lavorare; trovo dubbio, tuttavia, la localizzazione del focus di lavoro in zone muscolari più sottili come i fasci addominali, metabolicamente anche meno incisivi. Per una localizzazione del dimagrimento in tale settore consiglio solo di ridurre al minimo la massa grassa come prima, e l’inserimento di una sessione di Core Training differenziata all’interno di ogni sessione allenante settimanale, in modo da intensificarne il lavoro; solo così, personalmnte, ho riscontrato risultati in numerosi soggetti, ma non in tutti.

Per concludere, il dimagrimento localizzato partendo dal nulla non esiste. Non è possibile cominciare a lavorare in una sola area del corpo. Scissa da tale concetto, al contrario, la Spot Reduction diventa realtà se come conclusione di un percorso di dimagrimento. Ora che si è capito di che cosa parlo, ovvero di una sessione extra di lavoro metabolico concentrato su di una sola area, nel prossimo ed ultimo articolo possiamo parlare di come attuarla con un programma di allenamento.

 

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